
"Giovanni Pierluigi Da Palestrina" nasce a Palestrina (Roma) nel febbraio del 1525.
Da bambino è tra i putti cantori nella basilica di Santa Maria Maggiore e molto probabilmente lì inizia i suoi studi di musica, svolgendo sempre a Roma tutta la sua carriera musicale, sia come organista che come maestro di musica e di canto corale.
La sua fama di compositore lo porta ben presto ad essere richiesto presso le corti italiane e straniere.
Muore a Roma il 2 febbraio 1594 e le sue spoglie riposano nella Basilica di San Pietro.
La produzione artistica è in prevalenza di musica sacra, la quale comprende messe, mottetti, madrigali spirituali e profani ed offertori.
Lo stile si rifà molto a quello della musica franco-fiamminga, canti a cappella con l’unica eccezione dell’accompagnamento con l’organo, linea melodica che vira verso il canto gregoriano ed impostazione sul contrappunto che consente l’intelligibilità delle parole e una certa sonorità tale che i toni siano ben distinguibili e non si accavallino tra loro in modo disordinato.
Tutto ciò era in linea con i dettami del Concilio di Trento.

In sintesi la carriera artistica di Giovanni Pierluigi da Palestrina:
- 1544: è organista della cattedrale di S. Agapito a Palestrina.
- 1551-53: riceve la nomina prima di magister cantorum e poi di magister cappellae in Cappella Giulia.
- 1554: pubblica il primo libro di messe dedicato a papa Giulio III e l’anno successivo quest’ultimo lo nomina tra i cantori della cappella papale, posto che però dovette abbandonare sotto il pontificato di Paolo IV per una legge emanata che costringeva alle dimissioni tutti i cantori sposati.
- 1555-60: viene assunto come maestro di cappella a San Giovanni in Laterano e nel coro vi canta anche il figlio primogenito Rodolfo.
- 1561: lo vediamo lavorare nella Basilica di Santa Maria Maggiore e di questo periodo è la composizione della Missa Papae Marcelli, ispirata al Concilio di Trento.
- 1566: è maestro del nuovo Seminario Romano nel 1566 e contemporaneamente presta servizio presso il Cardinale Ippolito II d’Este.
- 1571: riprende il ruolo di maestro in Cappella Giulia, posizione che mantiene fino alla morte.
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